Cari amici de “Il rilancio della CRI”, dopo anni di “improvvido commissariamento” finalmente abbiamo un uomo di Croce Rossa alla Presidenza.
Devo confessare che, a parte qualche affermazione fatta da Barra sui principi e i valori della CRI, poco o nulla mi sembra cambiato rispetto a prima. Mi pare che il Presidente e il suo Consiglio non abbiano portato quella necessaria ventata di aria nuova che tutti si aspettavano dopo la gestione Scelli.
Neppure lo statuto, che Barra sa non essere riconosciuto a livello internazionale, è stato modificato né ci si è mossi in tale direzione.
La CRI, secondo me, è rimasta quella di prima…..solamente non è più sotto i riflettori…..Voi cosa ne pensate?
Cordialmente
Egr. Avv. Monarca,
ho avuto modo di vedere una registrazione della puntata di Repubblica Radio TV che ha avuto Lei, Scelli e il Direttore Acciaioli tra i protagonisti.
Vorrei farLe un paio di domande in merito.
1- E’ ormai chiaro a tutti il motivo per il quale Lei si è dimesso dalla Presidenza durante la gestione di Scelli, ma io non ho ancora capito perché non si è potuto candidare alle scorse elezioni.
Alcuni dicono che Lei non poteva candidarsi perchè avrebbe perso la qualifica di VVdS; altri adducono come pretesto il mancato pagamento della quota associativa;qualcuno dice che Lei aveva paura di perdere……e poi c’è Scelli che durante la trasmissione afferma che “ a furor di popolo” la Lombardia non l’ ha voluta tra i candidati alla Presidenza regionale della CRI.
Ho letto il Suo ricorso e i documenti inerenti sul sito……ma ad oggi la mia confusione in merito è ancora molta.
Dove sta la verità?
2-Lei ha sollevato nuovamente la questione dell’ incompatibilità delle cariche. Durante la trasmissione ha affermato che esisterebbe una commissione composta dai consiglieri nazionali preposta a risolvere il problema,ma che detta commissione è chiamata a rispondere su una questione che la riguarda direttamente poiché alcuni consiglieri sono incompatibili. Ora,già è assurdo che ai livelli regionali,provinciali e locali la regola valga e ai livelli nazionali no…….ma questo poi, se è vero, è a dir poco scandaloso! Perché viene consentito un tale abuso?Cosa si può fare?
Grazie per la Sua attenzione
Caro ex Presidente,
ho saputo della esercitazione del corpo militare che c’è stata in Lombardia…..e ho pensato con rimpianto alle “nostre” esercitazioni; ai nostri mezzi e strutture guadagnati col lavoro duro di ogni comitato locale; alle missioni,anche internazionali, in cui la CRI lombarda era in prima linea e tirava la carretta per tutti; alla voglia di impegnarsi a fondo che si leggeva negli occhi di tutti i volontari;all’ attività sul territorio con la protezione civile,i corsi alla popolazione ,le raccolte fondi……… E poi vedo le ambulanze con l’ adesivo 118, come se la CRI ne fosse una succursale ……e non vedo niente di più.
Oggi la CRI è solo servizio ambulanza; la protezione civile è una attività secondaria per qualche manifestazione sportiva un po’ impegnativa ma dubito che sapremmo far fronte ad una vera emergenza;la raccolta fondi è stata messa nel dimenticatoio;l’ attività assistenziale non fa più presa sui volontari;la formazione non si fa più,perché costa, peccato che sia l’ unica cosa che servirebbe per continuare ad esistere…… Dove siamo finiti?E come ne usciremo, caro Gianni?
Un caro saluto
Egregio EX presidente Gian Galeazzo Monarca
A breve L’assemblea Nazionale si riunirà per approvare il bilancio preventivo per l’esercizio finanziario 2007,ma allo stesso tempo sarà chiesto a tutti i Delegati Nazionali di approvare anche il consuntivo 2004 e 2005,non vorrei sembrare troppo saccente ,ma anche nel mio sgangherato condominio un ordine del giorno simile non si è mai visto.
Ora Lei che tutti i vecchi volontari dicono abbia sempre una risposta pronta è in grado di darmi una spiegazione logica di questo? Cosa dovrebbe fare il Delegato Nazionale una volta in Assemblea per essere certo di rappresentare al meglio i suoi elettori?
In attesa di una sua gradita risposta la saluto cordialmente
L'annunciato appuntamento elettorale, dopo tre anni di improvvido Commissariamento Governativo, rappresenta forse l'ultima occasione di rilancio dell'Associazione della Croce Rossa.
Con estrema fermezza è indispensabile riaffermare il primato dell'Associazione con il suo ancora intatto patrimonio etico e le sue ancora inesplorate effettive potenzialità sull'ente pubblico che, lungi dall'essere solo un "abito giuridico", costituisce un fardello insostenibile perché incline alla mediocrità e alla lottizzazione e ormai talmente sgangherato da non garantire più neanche il rispetto formale delle norme che ne dovrebbero regolare il funzionamento, prima fra tutte la necessaria separazione fra i compiti di indirizzo di spettanza degli Organi Elettivi e compitiamministrativi di spettanza dell'apparato burocratico.
La Croce Rossa Italiana deve riscoprire L'effettiva portata della propria "mission" ausiliaria dei Pubblici Poteri, ma titolare in assoluta indipendenza del diritto di iniziativa per la protezione, assistenza e soccorso dei più vulnerabili nel totale rispetto dei Principi di Neutralità e Imparzialità. Dovrà a tal fine sviluppare l'autofinanziamento e la capacità di "sterilizzare" i contributi specialmente pubblici a cui legittimamente accede per evitare che essi ne condizionino le scelte operative.
Nella consapevolezza della totale inadeguatezza dello Statuto vigente (brutta copia di quello già pessimo di tre anni fa) recentemente approvato con patetici trionfalismi per tentare di giustificare il Commissariamento, occorrerà con la più ampia partecipazione, Riscriverlo integralmente recependo le linee guida della Croce Rossa Internazionale, riportando così la CRI ad occupare nel Movimento della Croce Rossa e della Mezza Luna Rossa il ruolo che le compete, oggi precluso.
Nella nuova previsione statutaria sarà necessario ribaltare l'attuale assetto organizzativo che vede un Comitato Centrale ormai solo capace di assorbire e disperdere senza alcuna utilità la maggior parte delle risorse umane ed economiche, riportando al "centro" i Comitati Locali favorendone lo sviluppo in special modo nel sud Italia ove la loro mancata costituzione vede grandemente ridotta la capacità operativa dell'Associazione. Occorrerà altresì trasformare i Comitati Provinciali, i Comitati Regionali e lo stesso Comitato Centrale in strutture snelli tali da garantire, con efficienza ed efficacia, coordinamento, controllo e supporto tecnico ai Comitati Locali ed alle Componenti Volontaristiche realizzando così a tutti i livelli una struttura permanente tecnico-amministrativa adeguata per qualità e quantità.
È indispensabile infine che le Componenti Volontaristiche cessino di essere ripiegate su se stesse perché impegnate in sterili rimpianti di perduti "fasti" ed in guerre intestine, Tornando ad essere con coraggio e convinzione il vero motore dell'Associazione nell'Idea e nell'Azione.
È un compito assai arduo quello che attende coloro che saranno eletti. Dovranno essere chiamati a tale responsabilità soci attivi che sappiano rappresentare tutta la variegata realtà associativa, consapevoli che le diverse esperienze da cui provengono sono patrimoni comune da valorizzare e non motivo di divisione, cultori dell'eccellenza e nemici della mediocrità, sicuro esempio di rispetto dei Principi Fondamentali della Croce Rossa ed in grado di apportare prestigio all'Associazione e non già di attentarlo con personali maldestre avventure politiche.
Devono infine essere fedeli custodi della delega loro conferita convinti di doverne dare conto in ogni momento con assoluta trasparenza e lealtà a tutta l'Associazione.
A loro non dovrà mai mancare da parte dei soci attivi sostegno, amicizia e comprensione, ma anche, ove necessario, una critica onesta e costruttiva perché formulata sempre nell'esclusivo interesse della CRI.
Questo è il nostro impegno al rilancio dell'Associazione Italiana della Croce Rossa.
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